Campo in Senegal

2017
“Stay Human – Africa”
di Veronica

Prima visita all’Ecolè “Fabrizio e Cyril” di Bene Baraque. Dakar
Abbiamo consegnato vestiti e cancelleria portati dall’Italia, suddiviso i medicinali destinati all’infermeria e tradotto principi attivi e usi di questi ultimi.

La scuola è una delle più ambite nel quartiere, se non altro per la presenza dell’infermeria che viene puntualmente arricchita dai volontari; questo perché la maggior parte delle famiglie non può permettersi di acquistare farmaci, anche i più economici e quindi, il più delle volte, la scelta di una scuola piuttosto che un’altra è basata sulla presenza di un’infermeria che, in caso di necessità, possa divenire utile ai figli.

L’approccio alla scuola è stato differente, la tranquillità che aleggiava dentro quelle mura era ben diversa dall’atmosfera presente in tutto il quartiere e questo non poteva che essere un punto a favore per un ottimale insegnamento.
Finite le prime commissioni a scuola, il pomeriggio è stato dedicato al relax, la mer, l’oceano.

Circa 45 minuti di camminata per arrivare alla spiaggia, passando per scorciatoie e strade dissestate, tra i bambini più dolci che volevano essere fotografati e quelli più “minacciosi” che marcavano il territorio chiedendoti il nome prima di farti passare.
Nonostante in tutta la periferia le strade fossero fatte di sabbia, arrivati al mare, la sabbia della spiaggia sotto ai nostri piedi era diversa, la sporcizia era più limitata e il profumo del mare intenso.

Come disse Jules Verne, il mare è un immenso deserto dove l’uomo non è mai solo, perché sente fremere la vita ai suoi fianchi, così era. Non ci sentivamo soli guardando l’oceano, “sono arrivata” ho pensato guardando il mare; mi trovavo esattamente nel posto in cui volevo essere.

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