Racconti dal Togo

L'esperienza di Elisabetta ed il Campo di Volontariato in Togo con Oltre i Confini Onlus.

Campi di Volontariato in TogoCiao! mi chiamo Elisabetta e l’estate scorsa ho partecipato ad un campo di volontariato in Togo. Ho scelto di provare questa nuova esperienza, perché sentivo di volermi mettere alla prova, di inserirmi in un contesto completamente diverso dalla realtà in cui vivevo. Così da studentessa universitaria sono diventata muratrice e animatrice! Il mio campo si è infatti svolto nel villaggio di Koveto, dove al mattino eravamo impegnati nella costruzione di una latrina, mentre al pomeriggio svolgevamo animazione e giochi con i bambini del villaggio.

Sono partita dall’Italia con altri 10 ragazzi conosciuti durante gli incontri di formazione dell’associazione Oltre i Confini Onlus. In Togo abbiamo collaborato con il gruppo di volontari della Jed Togo, per cui alla fine ho convissuto per 3 settimane con altri venti amici italiani e togolesi.

Durante il fine settimana tornavamo nella capitale Lomè, da cui partivamo tutti insieme per delle piccole gite: dopo la tanta fatica del lavoro alla latrina, ci concedevamo anche qualche giornata da turisti! Ma è la vita nel villaggio nella sua totalità l’aspetto che più mi è piaciuto e che più mi manca ora che sono ritornata alla “realtà”: alloggiavamo in abitazioni che le persone locali ci avevano gentilmente messo a disposizione; niente luce né acqua corrente, quindi anche per noi è diventato subito naturale dover andare a prendere l’acqua al pozzo per preparare i pasti o per fare la doccia!

In quelle settimane ho dovuto mettermi totalmente in gioco: mi sono ingegnata nell’ inventare una lingua a metà strada tra l’italiano e il francese per comunicare con i ragazzi togolesi o con le persone del villaggio; ho scoperto che con i bambini le parole sono assolutamente inutili, e che sono gli sguardi e le risate a creare i veri rapporti; ho imparato che portare sacchi pesanti in testa è mille volte più comodo che con le braccia (ogni tanto lo faccio anche a casa mia con grande divertimento e stupore di chi incrocia il mio sguardo!); mi sono ritrovata a ballare alla luce della luna e al ritmo insistente degli djembè; ho conosciuto un mondo totalmente diverso dal mio, ma nel quale mi è sembrato fin da subito di appartenere da sempre. L’immagine che probabilmente mi è rimasta più impressa nel cuore e negli occhi è la strada di terra rossa che percorrevamo tutti i pomeriggi per raggiungere il prato della scuola dove svolgevamo l’animazione: una lunghissima fila di bambini e ragazzi mano nella mano che cantano, ridono, vivono! Le parole e le fotografie non riescono a racchiudere e a raccontare questa fantastica esperienza, anch’io ogni volta che cerco di raccontarla a qualche amico mi rendo conto dell’impossibilità di questa impresa! L’unica soluzione che mi viene in mente è consigliare e augurare a tutti di avere la possibilità di immergersi in questo mondo nel modo più autentico possibile, proprio come ho fatto io!

Come dicono in Togo: akpè kakà! (grazie mille!)
Elisabetta (Lilà)