“Stay Human – Africa”

Il racconto del terzo giorno del Campo di lavoro in Africa organizzato dall'Associazione Oltre i Confini Onlus e se vuoi partecipare ai Campi di Volontariato 2017 Clicca Qui

di Veronica Tedeschi

Terzo Giorno:

Prima gita ufficiale, Dakar.

La città si presenta disordinata, chiassosa e ricca di persone. Molto più europea rispetto alla periferia, con tanto di auto, mezzi pubblici e persone, tante persone. L’impatto alla capitale è stato particolare, quasi confuso; abbiamo avuto difficoltà ad orientarci e se fossimo stati turisti senza una guida senegalese sicuramente ci saremmo persi.

L’isola di Gorèe, che avremmo visitato il giorno successivo, si trova davanti la costa della città di Dakar e fu il primo insediamento stabile di europei, in specie portoghesi (nel 1500).

Visita a Dakar durante il campo di volontariatoQui iniziò la tratta degli schiavi, in accordo con i capi Wolof, che vendevano gli schiavi che a loro volta avevano rapito o acquistato più nell’entroterra. Gorèe divenne poi olandese, sino a che non fu acquistata dai francesi. Nel 1677 il Senegal divenne uno dei principali centri africani della tratta di schiavi.

La situazione non mutò fino al 1958, anno in cui il Senegal divenne repubblica autonoma per poi fondersi con il Mali. La Federazione del Mali non resse alla decolonizzazione e appena il 20 agosto 1960 Senegal e Mali dichiararono la propria indipendenza.

Da questo breve cenno storico, si arriva direttamente in Piazza dell’Indipendenza, centro economico di Dakar e monumento fondamentale per il ricordo senegalese. Alla visita delle principali piazze della città è seguito il tour al mercato turistico. Destreggiarsi tra negozianti con merce e oggettistica bellissima, è stato faticoso, lo ammetto.

Chissà se tutti i senegalesi incontrati al mercato si rispecchiano ancora oggi nel monumento più imponente presente nella capitale: il ricordo della resistenza africana.

Imponente, fantastico. Sembra di uscire dalla città per recarsi su di una piccola collina felice, capace di osservare la città dall’alto in silenzio, quasi a controllarla.

Monumento voluto e finanziato da 17 Paesi africani: un uomo che guarda fiero verso l’alto (libertà), con un bambino in braccio che punta il dito verso l’Oceano, verso la costa dell’America (futuro) e una donna tenuta per mano con lo sguardo fisso verso l’isola di Gorèe (ricordo).

Ogni considerazione e spiegazione in più sminuirebbe l’imponenza e l’importanza di questa enorme statua che dall’alto protegge la città e accoglie i turisti.

Tornate a visitarci per scoprire il resto del diario.

 

“Stay Human – Africa”

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di Veronica Tedeschi

Secondo Giorno:

Prima visita all’Ecolè “Fabrizio e Cyril” di Bene Baraque. Dakar

Abbiamo consegnato vestiti e cancelleria portati dall’Italia, suddiviso i medicinali destinati all’infermeria e tradotto principi attivi e usi di questi ultimi.

La scuola è una delle più ambite nel quartiere, se non altro per la presenza dell’infermeria che viene puntualmente arricchita dai volontari; questo perché la maggior parte delle famiglie non può permettersi di acquistare farmaci, anche i più economici e quindi, il più delle volte, la scelta di una scuola piuttosto che un’altra è basata sulla presenza di un’infermeria che, in caso di necessità, possa divenire utile ai figli.

Campo di Volontariato in Africa

L’approccio alla scuola è stato differente, la tranquillità che aleggiava dentro quelle mura era ben diversa dall’atmosfera presente in tutto il quartiere e questo non poteva che essere un punto a favore per un ottimale insegnamento.

Finite le prime commissioni a scuola, il pomeriggio è stato dedicato al relax, la mer, l’oceano.

Circa 45 minuti di camminata per arrivare alla spiaggia, passando per scorciatoie e strade dissestate, tra i bambini più dolci che volevano essere fotografati e quelli più “minacciosi” che marcavano il territorio chiedendoti il nome prima di farti passare.

Nonostante in tutta la periferia le strade fossero fatte di sabbia, arrivati al mare, la sabbia della spiaggia sotto ai nostri piedi era diversa, la sporcizia era più limitata e il profumo del mare intenso.

Come disse Jules Verne, il mare è un immenso deserto dove l’uomo non è mai solo, perché sente fremere la vita ai suoi fianchi, così era. Non ci sentivamo soli guardando l’oceano, “sono arrivata” ho pensato guardando il mare; mi trovavo esattamente nel posto in cui volevo essere.

 

Tornate a visitarci per scoprire il resto del diario.

 

Antonella e Colin ci raccontano il loro viaggio in Africa partiti con Oltre i Confini Onlus per vivere l'esperienza del Campo di Volontariato in Togo.

Ad inizio 2016 ci siamo lanciati in una ricerca su Google campi volontariato africa occidentale e abbiamo scoperto un mondo unico e inatteso quando è saltato fuori Oltre i Confini Onlus:

-     Un manipolo di persone impegnate da tempo in Africa a portare avanti diversi progetti in Togo e Senegal con grande semplicità, determinazione e coraggio.

-     campo di volontariato in togo  Un corso di preparazione durato alcuni mesi, meticoloso ed efficace, che ha permesso di amalgamare un gruppo che ha fatto delle diversità al suo interno di età, provenienza ed esperienza - la sua vera forza.

-      Un pragmatismo responsabile nellaffrontare le cose che di questi tempi facciamo sempre più fatica e trovare e praticare

-        E, quando siamo arrivati in Togo, lincontro con i volontari locali con i quali abbiamo condiviso tutto a Yokélé nella foresta allinterno del Togo.

Abbiamo affrontato qualche disagio senza problemi: gli animaletti, il caldo ogni tanto opprimente, lacqua da recuperare al pozzo, la preparazione dei pranzi che non finiva mai, le notti sotto le zanzariere.

Abbiamo passato le lunghe giornate con dei bambini meravigliosi - le mattine a fare dei ripassi di matematica e francese, i pomeriggi a disegnare, giocare, cantare e ballare. Bambini sempre attenti, sempre curiosi sempre contenti e affettuosi. E anche tutti noi, che siamo riusciti a trovare energie nascoste e lanciarci in imprese inimmaginabili, abbiamo fatto la nostra parte.

Lesperienza di stare insieme per 3 settimane, lontani da trambusto quotidiano di Milano, esplorando un paese bellissimo e trovando sempre persone disponibili ad accoglierci come ospiti di riguardo è stata unica.

Buttatevi in questo  viaggio in Africa, in questa avventura, non preoccupatevi delle difficoltà, scoprite le risorse che non pensavate di avere e divertitivi. Porterete a casa dei bei ricordi che non svaniranno in unattimo.

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Colin & Antonella